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Commemorazione di Enrico Fermi (*)
ENRICO PERSICO
Eccellenza, Signore e Signori,
L'Università e la Scuola Normale Superiore di Pisa vogliono oggi onorare la memoria di
uno degli uomini più insigni che abbiano frequentato le loro aule. Quest'uomo, scomparso
prematuramente or sono due mesi, ha contribuito come pochi altri alla nostra conoscenza
delle leggi della natura e al nostro dominio di esse.
Per avere l'onore di commemorarlo, io non ho altro titolo che quello di essere stato
uno dei suoi più vecchi e intimi amici. Vorrete perciò scusarmi se in questo discorso
mi riferirò frequentemente ai nostri rapporti personali, che mi hanno procurato la rara
fortuna di conoscere da vicino una mente così limpida e penetrante e una personalità così
forte ed equilibrata.
Enrico Fermi nacque a Roma il 29 settembre 1901. La sua eccezionale attitudine per
le scienze esatte si manifestò assai presto, così che quando io lo conobbi, quattordicenne,
mi accorsi con sorpresa di avere un compagno di scuola non soltanto (come si dice in
linguaggio scolastico) "molto bravo", ma di un tipo di intelligenza completamente diversa
da quello di tutti i ragazzi "bravi" che conoscevo.
Prendemmo l'abitudine di fare lunghe passeggiate a piedi da un capo all'altro di
Roma, discutendo, con giovanile presunzione, di filosofia, di politica e di scienza. Ma in
queste conversazioni da ragazzi, Enrico portava una precisione di idee, una sicurezza e
originalità di giudizio che non cessavano di stupirmi. Nel campo, poi, della matematica
e della fisica, egli mostrava di conoscere una quantità di argomenti assai più elevati di
quelli trattati a scuola, e li conosceva non già in modo scolastico, ma in modo tale da
muovercisi dentro con assoluta disinvoltura. Poiché per lui, fino da allora, conoscere un
teorema o una legge significativa essenzialmente, saperli adoperare.
(*) Commemorazione tenuta all'Università di Pisa nel gennaio del 1955.
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